Chiesa di Santa Rosalia

Cappella palatina e mausoleo barberiniano, la chiesa di Santa Rosalia unisce arte barocca, devozione e memoria familiare.

Visite guidate

Il principe don Benedetto Barberini è lieto di accogliere i visitatori nella sua dimora storica per visite guidate esclusive.

La piccola chiesa di Santa Rosalia è al tempo stesso cappella palatina, mausoleo familiare e prestigioso ex voto. Progettata dall’architetto Francesco Contini, costituisce un’eccezionale testimonianza del Barocco romano al di fuori della Capitale.

Santa Rosalia iniziò ad essere venerata a Palermo intorno al 1625, dopo che le sue ossa, portate in processione, posero fine ad una drammatica epidemia di peste. Per questo, nel 1630, papa Urbano VIII ne istruì la canonizzazione, dando a Rosalia il ruolo di santa protettrice dalle pestilenze.

Nel 1656 scoppiò una nuova epidemia di peste che dal Regno di Napoli si diffuse rapidamente. I Barberini scapparono da Roma e si rifugiarono nel loro feudo di Palestrina, invocando l’intercessione di Santa Rosalia. La città venne miracolosamente risparmiata dal morbo. Per la grazia ricevuta, i Barberini decisero di dedicare alla Santa la nuova cappella palatina in progetto e, insieme con le autorità diocesane guidate dal vescovo Antonio Barberini, di elevarla a compatrona della città, al fianco di sant’Agapito Martire.

La chiesa venne consacrata nel 1660 per volontà del principe Maffeo Barberini.

La facciata, imponente e scenografica, presenta due campanili gemelli e richiami stilistici all’architettura romana.

L’interno, a pianta centrale e riccamente decorato con marmi pregiati, ospita i cenotafi monumentali di Taddeo e del cardinale Antonio Barberini, opere dello scultore Bernardino Cametti, con figure allegoriche e simboli della gloria e della virtù. 

L’altare marmoreo è sormontato da una pala che raffigura Santa Rosalia nell’atto di proteggere la città di Palestrina, copia dell’originale di Carlo Maratta. Ad essa rivolgono lo sguardo i ritratti del cardinale Francesco Barberini e di suo fratello Urbano che si sporgono da palchetti rialzati, soluzione di chiara ispirazione berniniana.

Consacrata nel 1660, la chiesa di Santa Rosalia è il segno della devozione dei Barberini e della loro gratitudine per la città di Palestrina.

Nel XVIII secolo, per volere del card. Francesco Barberini, la chiesa divenne il mausoleo della famiglia Barberini a Palestrina. Nella cosiddetta Sala dei Depositi riposano ancora oggi le spoglie dei suoi membri, accompagnate dalle loro effigi. Fino al 1938, la sala custodiva anche la celebre Pietà di Palestrina, scultura attribuita a Michelangelo.

L’opera fu al centro di un clamoroso tentativo di vendita agli Stati Uniti, poi bloccato dal regime fascista. Dopo un intervento diretto di Mussolini, la scultura fu acquistata da Gerolamo Gaslini e trasferita a Firenze, dove è oggi conservata alla Galleria dell’Accademia.