Palazzo Barberini di Palestrina
Dal Ninfeo al Salone di Urbano VIII, il palazzo barberiniano di Palestrina racconta secoli di arte, storia e collezionismo.
Visite guidate
Il principe don Benedetto Barberini è lieto di accogliere i visitatori nella sua dimora storica per visite guidate esclusive.
Uno dei simboli più evidenti del dominio Barberini su Palestrina fu proprio la trasformazione del palazzo baronale, costruito dai Colonna, che venne ristrutturato per divenire una sontuosa residenza nobiliare, a testimonianza della grandezza e dell’influenza della famiglia.
L’accesso privato alla dimora storica avviene attraverso la laterale via dei Merli, dove una rampa in salita conduce al giardino del principe, il suggestivo Ninfeo Barberini, straordinaria quinta scenografica realizzata per volere di Maffeo Barberini dall’architetto di famiglia, Francesco Contini negli anni Sessanta del XVII secolo.
Dal Ninfeo si accede direttamente agli appartamenti del piano nobile, al cui interno spicca il Salone di Urbano VIII, ambiente sontuosamente affrescato, dove il pontefice amava accogliere gli ospiti durante il suo soggiorno a Palestrina nel 1630.
Il ciclo decorativo del salone si sviluppò in due fasi principali: la prima fu voluta da Francesco Colonna, principe di Palestrina, tra il 1600 e il 1625, come attestano iscrizioni presenti nella sala, mentre la seconda fase, risalente agli anni ’40 del Seicento, fu promossa dai Barberini che, dopo aver acquisito il palazzo, modificarono e integrarono la decorazione con la propria iconografia.
Il giardino d’inverno sulla terrazza panoramica della chiesa di Santa Rosalia oggi regala una vista mozzafiato che spazia dai monti circostanti fino al mare.
Dopo l’acquisto del palazzo, Taddeo Barberini utilizzò il salone per esaltare la propria famiglia, sovrapponendo ai ritratti dei Colonna quelli di illustri esponenti Barberini, come i cardinali Antonio e Carlo.
Tuttavia, scelse di non cancellare l’esaltazione della dinastia Colonna, poiché nel 1627 sposò Anna Colonna, figlia di Filippo I Colonna, principe di Paliano, unione che aveva sancito una fusione tra le due potenti famiglie, permettendo ai Barberini di consolidare il proprio status sociale e politico.
Negli altri saloni è allestita una parte della quadreria con ritratti di famiglia, paesaggi, soggetti religiosi, storici e mitologici, che arricchiscono le sale e raccontano il raffinato gusto collezionistico dei Barberini.
Infine, il giardino d’inverno sulla terrazza panoramica della chiesa di Santa Rosalia, un tempo riccamente affrescato, oggi regala una vista mozzafiato che spazia dai monti circostanti fino al mare.




